La Cooperativa Sociale del Vandorno

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150 anni di storia locale

La Cooperativa sociale del Vandorno e la Casa di riposo,

una storia che nasce nel 1868 e prende vita nella mente e nel cuore dei Vandornesi 

Nel 1868 nasce la "Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai di Biella Vandorno" con i seguenti scopi:

“Sussidiare i soci in caso di malattia; sovvenire i soci inabili al lavoro per vecchiaia e malattia; promuovere l’iscrizione dei soci alla Cassa Nazionale di Previdenza; incoraggiare tutto ciò che tende al miglioramento morale e materiale dei Soci.” 

Nel 1911 gli iscritti erano ben 215, tutti uomini ovviamente, le uniche donne compaiono nell’elenco dei soci onorari: la maestra Giovannina Cantone Perona e Donna Silvia Piacenza Bozzalla.

Se si leggono i nomi dei soci, molti sono i cognomi storici del Vandorno: 42 sono i Bonino, 27 i Perona, 23 i Mosca 20 i Levis, 19 i Caneparo, 12 gli Angelino.

Nel 1891, per iniziativa della Società di Mutuo Soccorso, nasce la "Società Anonima Cooperativa Alimentaria del Vandorno" in seno alla Società di Mutuo Soccorso stessa, allo scopo di "...... fornire un magazzino di previdenza per la distribuzione ai soci di qualunque articolo di consumo necessario alla vita, col frarme acquisto all'ingrosso per essere distribuito fra i soci al minor prezzo che sia possibile ......."


La costituzione di queste società non era certo un’iniziativa isolata che avveniva solo al Vandorno.

Nel 1895 il Comune di Biella è tenuto a compilare la statistica delle Società operaie attive sul territorio; l’elenco che ne risulta conta circa un centinaio di Società finalizzate al mutuo soccorso e all’istruzione dei lavoratori dell’industria, dell’artigianato e dell’agricoltura. Tutte avevano un proprio statuto e regolamento e quasi tutte con la propria bandiera. Ad esse spesso si affiancavano cooperative alimentarie e/o vinarie. La prima del Biellese fu costituita in Biella nel 1851 con 183 soci.


La nascita e diffusione delle Società di mutuo soccorso era un fenomeno che stava avvenendo in tutto il Piemonte: a partire dal 1848 infatti lo Statuto Albertino del Regno Sabaudo riconosceva la libertà di associazione. Le Società nacquero proprio in corrispondenza della prima industrializzazione. Ricordiamo che l’unità d’Italia avvenne solo nel 1861 ed erano quindi anni in cui lo Stato non garantiva ancora i diritti sociali all’istruzione, al lavoro, alla salute.